Cultura Libera

Nasty Old People su Hop Frog TV

NOPBloggOver1.png

Su Hop-Frog TV -Rete 1  è disponibile il film Nasty Old People realizzato da un gruppo di giovani cineasti svedesi con licenza libera e liberamente scaricabile da The Pirate Bay. E' il primo film svedese rilasciato con CC ed è tra l'altro ben realizzato. Sulla Rete1 il film è disponibile anche On-Demand ed è stato completamente sottotitolato in italiano dalla nostra associazione. Buona visione.

E' ora di abrogare il Concordato

paper-people.jpg

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha affermato, senza nessun dubbio, che la  presenza del crocifisso nelle aule scolastiche costituisce «una violazi

14 luglio 2009 sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete

locandinanavona.jpg

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accade oggi, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Chiuso per rettifica

chiuso-x.jpg

Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere "chiusa per rettifica". È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell'approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l'idea - di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata - di obbligare tutti "i gestori di siti informatici" a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Wikipedia adotterà  licenza Creative Commons

La notizia ha iniziato a girare rapidamente per mano non tanto di Free Software Foundation che ne è l'origine ma, curiosamente, di Lawrence Lessig, il celebre professore di Stanford e papà di Creative Commons. In un post sul suo blog dal titolo emblematico, "Notizie di importanza capitale da Free Software Foundation", ha raccontato l'arrivo della versione 1.3 della GNU Free Document License (FDL). In buona sostanza, la nuova sezione 11 di quella licenza consente ai wiki, o comunque a molti dei wiki già diffusi con la licenza GNU FDL, come Wikipedia, di adottare la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (v3.0). Tutto questo è rilevante non solo perché rappresenta un significativo avvicinamento tra approcci diversi del copyleft, ma anche perché la comunità di Wikipedia ora può optare per porre l'intera enciclopedia sotto licenza Creative Commons.
Non c'è nulla di casuale: nelle FAQ alla nuova release di FDL GNU spiega che "alla fine dello scorso anno, la Wikimedia Foundation, che supervisiona il progetto Wikipedia, ha adottato una delibera chiedendoci di aggiornare FDL così da consentire a Wikipedia e simili Wiki che utilizzano FDL, di utilizzare anche la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (CC-BY-SA) 3.0. Poiché non siamo pronti a rilasciare FDL 2.0, nel frattempo abbiamo rilasciato questa versione. Questa nuova versione della licenza intende soddisfare in tutto la richiesta di Wikimedia Foundation". Parole che non solo disegnano quello che sta per avvenire, ma anche testimoniano come le diverse anime del copyleft stiano lentamente ma inesorabilmente riconoscendosi e avanzando sempre più verso obiettivi comuni e un unico cammino. Lo sottolinea proprio Lessig nel suo post: "È impossibile enfatizzare troppo l'importanza di questo cambiamento per la comunità della Cultura Libera. Un problema fondamentale del Movimento della Cultura Libera ("Free Culture Movement") fino ad oggi è stato che il proprio elemento più rilevante, Wikipedia, è pubblicato con una licenza che la rende incompatibile con una enorme quantità di altri contenuti del Movimento. Una soluzione a questo, naturalmente, sarebbe spostare tutto sulla FDL. Ma quella licenza era nata in origine per i manuali e ci sono molte ragioni tecniche per le quali non funzionerebbe bene (se non per nulla, in certi casi) per certe importanti forme di cultura".
Questo passo va attribuito in particolare proprio a Free Software Foundation, che ha voluto riconoscere in quella licenza CC principi fondanti a cui potersi ispirare, principi che comprendono la possibilità di copiare e diffondere le opere, di mescolarle e remixarle, con il dovere di indicarne sempre l'autore e di dover utilizzare questa stessa licenza per la distribuzione di qualsiasi prodotto derivato. "Siamo grati alla leadership della Free Software Foundation - ha dichiarato Sue Gardner, dirigente di Wikimedia Foundation - per aver intrapreso questo passo importante. Così FSF ha offerto alla comunità di Wikimedia l'opportunità di prendere una decisione sul licensing che premia il nostro comune impegno per la free culture, e sostiene nel miglior modo la missione e gli scopi di Wikipedia e dei progetti collegati".
Non a caso Lessig dichiara come "a Richard Stallman (padre di GNU, ndr.) va riconosciuto l'importante merito di aver fatto sì che questo cambiamento potesse aver luogo. C'era chi sosteneva che RMS non avrebbe mai permesso che Wikipedia venisse sottoposta a nuova licenza, poiché è uno dei gioielli del suo movimento per la libertà. E invece eccoci qui: come il sistema operativo GNU/Linux, che il suo movimento ha reso possibile, Wikipedia è stata resa possibile dall'architettura di libertà che la FDL ha realizzato". La nuova parola d'ordine, accolta con interesse da tutti, è dunque collaborazione, come ebbe a dire lo stesso Stallman nel 2002 per altri aspetti: "Se non vogliamo vivere in una giungla, dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento. Dobbiamo far capire che un buon cittadino è uno che coopera quando ciò è appropriato". "Aggiungiamo dunque buon cittadino - chiosa Lessig riferendosi a Stallman - alla lista di meriti di questo fondatore della libertà contemporanea".

Condividi contenuti