Ultima Generazione al Macdonald’s di Varese
ULTIMA GENERAZIONE: VARESE, IN AZIONE AL MCDONALD’S
Volantini per denunciare un sistema di sfruttamento del lavoro e distruzione della terra
Varese, 24 marzo 2025 – Oggi, alle ore 13.30 in via Giuseppe Bolchini, cinque persone aderenti alla campagna Il Giusto Prezzo di Ultima Generazione, sono entrate presso il ristorante McDonald’s Varese Stadio.
Le persone hanno aperto degli striscioni con scritto Il Giusto Prezzo e Ultima Generazione e distribuito volantini, per presentare la nuova campagna il “Giusto Prezzo”, parlare con i clienti del fast food e denunciare i danni ecologici e di salute che causa il sistema alimentare e di sfruttamento del lavoro promosso da McDonald’s e da Inalca (azienda italiana di produzione di carne che collabora con la multinazionale statunitense).
Sul posto è intervenuta la polizia che ha identificato i partecipanti.
RISPONDIAMO ALLA PROPOSTA DEL PROF BURIONI
Un lavoratore di McDonald’s percepisce un salario di 6,50 € l’ora.
Un compenso ridicolo rispetto alla fatica e ai ritmi massacranti che deve affrontare ogni giorno.
Ma forse questo il professor Burioni, che dopo la nostra azione da Cracco ci invita con sdegno a protestare da McDonald’s, non lo sa.
Curioso poi che un uomo di scienza sembri suggerire McDonald’s come soluzione per le famiglie italiane, ignorando il fatto che parliamo di cibo ultra-processato, pieno di aromi sintetici, studiato per creare dipendenza e prodotto da un sistema che devasta l’ambiente.
Deforestazione, allevamenti intensivi, spreco di risorse: tutto per continuare a vendere hamburger a basso costo a discapito del pianeta.
Diteci, professore, è una nuova linea guida nutrizionale o solo un consiglio su dove stare zitti e buoni?
Paolo, 23 anni, cuoco locale ed ex dipendente di McDonald’s, ha dichiarato: Noi chiediamo un Giusto Prezzo per loro, che lavorano duramente per preparare i pasti di McDonald’s e vengono ripagati con appena 6,50 € all’ora.
Un compenso miserabile rispetto ai ritmi estenuanti e alla fatica che sopportano ogni giorno. Dov’è la giustizia in questo? E non sono solo loro.
Dietro il bancone c’è un’intera filiera di lavoratori sfruttati, invisibili, senza diritti, che rendono possibile questa produzione di massa. Un sistema che calpesta le persone e ci vende cibo che ci fa ammalare.
Ma allora, qual è il vero prezzo di tutto questo? Non esiste un “giusto prezzo” per la nostra salute fisica e mentale, giusto?!
TRE EURO E NOVANTA PER UN PASTO DA MCDONALD’S NON SONO UN GIUSTO PREZZO
E’ stata questa la campagna della multinazionale americana dal 19 febbraio al 18 marzo scorso.
Ma quello di McDonald’s è un cibo che fa ammalare di obesità e di diabete, prodotto con lo sfruttamento delle risorse naturali, dei grandi allevamenti intensivi con enormi emissioni di CO2, dei lavoratori del settore agricolo in tutto il pianeta.
LA CAMPAGNA “IL GIUSTO PREZZO”
Viviamo in un mondo distorto, avvolto in una totale illusione di abbondanza.
Passeggiando tra le luci dei supermercati, con scaffali traboccanti e frutti perfetti, nessuno vede cosa si nasconde dietro: eventi climatici estremi che distruggono i raccolti, case, vite, e piccoli agricoltori schiacciati da prezzi imposti, debiti e regole scritte per avvantaggiare solo la grande distribuzione organizzata, l’agribusiness e i manager delle multinazionali.
Per questo, la crisi climatica è sempre più spesso sinonimo di chiusura della propria azienda. Dall’altra parte, le famiglie italiane vedono i prezzi dei beni e servizi essenziali salire inesorabilmente, mentre i salari sono fermi da anni.
COSA CHIEDIAMO?
PROTEGGERE I RACCOLTI: L’agricoltura italiana sta affrontando una crisi senza precedenti.
Siccità, ondate di calore, grandinate e alluvioni devastano i campi, compromettendo raccolti e coltivazioni.
Dobbiamo proteggere i raccolti e, per farlo, è necessario promuovere una transizione verso un nuovo sistema agricolo che sia resiliente e sostenibile economicamente ed ecologicamente.
AGGIUSTARE I PREZZI: Il costo degli alimenti nei supermercati sta diventando insostenibile, mentre ai produttori arriva solo una minima parte del prezzo finale.
Chiediamo alle Istituzioni di intervenire immediatamente per garantire un giusto prezzo al cibo, equo per chi compra e per chi produce.
FAR PAGARE I RESPONSABILI: Chi rompe paga.
Vogliamo che a finanziare questa transizione verso un sistema agricolo più sostenibile non siano le nostre tasse ma siano, piuttosto, gli extraprofitti dei reali responsabili della crisi attuale – la finanza, la GDO, i top manager delle multinazionali del cibo e l’industria del fossile.