Costruire l’impossibile. Balkan Anarchist Bookfair 2025
Thessaloniki (Grecia) 15-18 maggio
Assemblea organizzativa della BAB2025
La Fiera del Libro Anarchico dei Balcani non ha mai riguardato solo i libri. L’abbiamo sempre intesa come uno strumento in più per rafforzare i nostri collettivi, le nostre organizzazioni, le nostre relazioni e le nostre reti a livello locale, regionale e internazionale, come uno spazio in cui scambiare le nostre idee e i nostri progetti e in cui confrontare le nostre pratiche, i nostri modelli organizzativi e le nostre esperienze di lotta, la nostra partecipazione ai movimenti sociali. Nel settembre 2024, in un’assemblea congiunta tenutasi a Thessaloniki con tutti i collettivi della città che hanno risposto all’invito a partecipare all’assemblea organizzativa, ci siamo posti l’obiettivo di riunire il maggior numero possibile di compagni da tutti i Balcani per discutere, in modo organizzato, i nostri accordi e disaccordi e fare proposte concrete per lotte e azioni comuni. Abbiamo concordato di avere come ordine del giorno iniziale per la BAB2025 i temi comuni discussi alle BAB di Lubljiana e Pristina (2023 e 2024) e abbiamo iniziato a costituire i diversi gruppi di lavoro.
Abbiamo anche concordato che la nostra prima azione comune sarebbe stata la partecipazione di Thessaloniki alle giornate di azione contro la guerra, il militarismo e il nazionalismo, decise dall’assemblea BAB di Pristina per la prima decade di ottobre 2024. In questo contesto, si è tenuto un evento aperto in una piazza di un quartiere operaio di Thessaloniki con la partecipazione di un anarchico obiettore dell’esercito di Tel-Aviv e una manifestazione nel centro della città, con il motto centrale “Fight war not wars”.
Argomenti di BAB 2025
L’agenda iniziale del BAB 2025, concordata nel settembre 2024, comprende i seguenti temi più ampi, per i quali sono stati istituiti i rispettivi gruppi di lavoro al fine di preparare le discussioni organizzate:
– Capitale, Stato, guerra e risposte anarchiche,
– Oppressione di genere, resistenza al patriarcato e femminismo anarchico,
– Frontiere, migrazioni, resistenza alla Fortezza Europa,
– Crisi climatica, capitalismo e lotte per la terra e la libertà,
– Prigionieri anarchici e solidarietà,
– Squat anarchici e centri sociali autonomi,
– Media anarchici, infrastrutture editoriali, archivi di movimento.
Su proposta dei collettivi di Salonicco e Atene, è stato aggiunto un ulteriore tema:
– Educazione libertaria/autoeducazione.
La lista è aperta ad altre proposte. Inoltre, oltre ai temi comuni, ci saranno presentazioni, workshop, concerti, mostre, proiezioni, incontri/pratiche sportive e una marcia anticapitalista, antistatale e internazionalista contro la guerra. Potete inviare le vostre proposte a: bab2025[at]riseup[dot]net
Gruppi di coordinamento e gruppi di lavoro
Per quanto riguarda i temi, abbiamo ritenuto che non sarebbe stato produttivo tentare di elaborare testi comuni e omogenei da parte dei rispettivi sottogruppi dell’assemblea organizzativa, poichè questa impostazione avrebbe sostanzialmente riassunto le posizioni, ma non ci sarebbe stato spazio per l’espressione di approcci diversi, soprattutto su questioni su cui sappiamo che ci sono disaccordi.
Crediamo fermamente che i punti di analisi e di azione comuni possano essere trovati meglio quando i punti di disaccordo vengono riflessi e discussi con rispetto e chiarezza. Proponiamo quindi la creazione di gruppi di coordinamento per i diversi temi che garantiscano:
che gli eventi organizzati presentino tutti i diversi approcci politici in modo equo, chiaro e paritario e con la più ampia partecipazione possibile di relatori provenienti da tutte le aree geografiche dei Balcani; che ci sia tempo sufficiente per la discussione; che le posizioni principali dei relatori siano già pubblicate, in traduzione inglese, sul sito web di BAB2025 con largo anticipo rispetto alla Fiera del Libro Anarchico dei Balcani di Salonicco.
Oltre a questi gruppi di coordinamento, sono stati istituiti diversi gruppi di lavoro per coordinare e anticipare le questioni relative a ospitalità, catering, accessibilità, attività per bambini, gestione del sito web, traduzione, grafica/stampa, attività culturali, info-point, ecc. In particolare, l’assemblea organizzatrice desidera fornire assistenza nei casi in cui siano necessari i visti per i partecipanti per raggiungere la Grecia, nonché contribuire finanziariamente alle spese di viaggio dei partecipanti che non possono pagare.
Per ulteriori informazioni, contattare bab2025@riseup.net
Gli inviti dettagliati dei gruppi di coordinamento dei temi politici e gli annunci dei gruppi di lavoro saranno inviati gradualmente alla mailing list Balkan Solidarity e saranno anche pubblicati sul sito web https://bab2025.espivblogs.net/.
In questo invito iniziale per BAB2025 includiamo il quadro generale di discussione proposto dal rispettivo gruppo di coordinamento per ogni tema politico:
Capitale, Stato, guerra e risposte anarchiche
Stiamo assistendo alla normalizzazione della guerra, eppure non siamo riusciti a costruire un movimento internazionalista, anticapitalista e contro la guerra. L’assenza di un intervento coerente e orientato a livello internazionale del movimento anarchico/antiautoritario contro questo presente e futuro distopico può indicare il fatto che siamo entrati in una nuova era, che gli strumenti analitici del passato non possono interpretare. Non si tratta né del mondo bipolare della Guerra Fredda, né del mondo unipolare dominato dall’Occidente che le è succeduto, ma di un nuovo sistema mondiale in formazione, che costruisce alleanze di potere e distrugge vite, società e intere regioni in un ambiente globale di crisi.
Oppressione di genere, resistenza al patriarcato e femminismo anarchico
Intendiamo il patriarcato come parte integrante dello Stato e del Capitale, ma anche come un sistema di potere che tuttavia mantiene una relativa autonomia nelle nostre vite. Negli ultimi anni, la questione di genere ha acquisito visibilità nella sfera pubblica, poiché gli episodi documentati di violenza di genere – dai femminicidi, alle aggressioni, alle uccisioni di persone queer – sono in rapido e palese aumento, mentre allo stesso tempo i nostri diritti riproduttivi sono costantemente presi di mira dalle politiche statali e dalla retorica religiosa. L’ascesa del nazionalismo porta a un maggiore conservatorismo istituzionale: i nostri corpi sono ridotti a oggetti di violenza o a macchine riproduttive per alimentare i voraci appetiti del militarismo e della guerra. In questa condizione, la necessità di collettivizzare le nostre lotte e i nostri progetti a livello transnazionale trascende le specificità di ogni località e ci chiama a fondere le nostre prospettive e a portare a sintesi le nostre azioni.
Frontiere, migrazioni, resistenza alla Fortezza Europa
Da tempo vediamo che le politiche contro l’immigrazione occupano sempre più spazio nel dibattito pubblico. La retorica anti-immigrazione ha il potere non solo di rovesciare i governi, ma anche di plasmare la percezione dominante della vita umana e di determinarne il valore. Mentre gli Stati si impegnano in una feroce competizione e sono spinti a nuove guerre, il tradizionale razzismo della Fortezza Europa (cioè le politiche di “integrazione” degli immigrati come forza lavoro sottopagata) si sta trasformando in politiche di vera e propria disumanizzazione e sterminio. In un momento in cui parti sempre più ampie delle popolazioni vengono considerate sacrificabili, noi come movimento dobbiamo analizzare ed esprimerci contro queste politiche, per sviluppare tutte le possibilità esistenti per comunità di lotta fra abitanti locali e migranti insieme.
“Crisi climatica”, capitalismo e lotte per la terra e la libertà
La crisi climatica, dovuta principalmente all’attività umana, è uno dei problemi più importanti del nostro tempo. Negli ultimi anni si è assistito a un saccheggio senza precedenti delle risorse naturali. In diverse aree geografiche dei Balcani, i disastri su larga scala si verificano sempre più frequentemente e con intensità crescente. Le montagne vengono invase, le foreste vengono disboscate, i fiumi vengono inquinati e progetti disastrosi ottengono da un giorno all’altro permessi ambientali, in nome del progresso verde. Contro un modello di sviluppo continuo e di profitto che non rispetta gli ecosistemi e la vita nel suo complesso, è più che urgente stabilire le nostre condizioni e le nostre proposte per una vita degna di essere vissuta da tutt* e per tutt* in termini equi e veramente ecologici.
Prigionieri anarchici e solidarietà
Dobbiamo la massima solidarietà a coloro che sono imprigionati per la loro attività politica e/o identità. Questo gruppo discute e coordina le pratiche di sostegno ai prigionieri politici nei Balcani e affronta le carenze organizzative.
Squat anarchici e centri sociali autonomi
Nel contesto della crisi capitalistica e dell’intensa repressione, osserviamo le nostre città sottomettersi al business del turismo e ospitare sempre più attività mediate dalle merci e dal profitto. Si tratta di una forma di privatizzazione dello spazio pubblico che allontana le persone dalle città. Gli squat vengono sgomberati e diventa sempre più difficile garantire le condizioni materiali di esistenza per i centri sociali. Eppure l’esistenza dei centri sociali è vitale per la sostenibilità delle relazioni di solidarietà tra le persone che cercano di respirare in un mondo soffocante. Riteniamo necessario che questi progetti si incontrino e si scambino esperienze e pensieri, oltre a creare reti sulla base del sostegno reciproco.
Media anarchici, infrastrutture tipografiche ed editoriali, archivi di movimenti sociali
Nell’attuale contesto di crisi capitalistica multiforme e di intensa repressione, l’esistenza e il rafforzamento delle infrastrutture di movimento (anarchico, antiautoritario, auto-organizzato) è estremamente importante. Più specificamente, l’obiettivo di BAB2025 è quello di evidenziare e sostenere progetti editoriali, tipografie, media di controinformazione, archivi di movimenti sociali, stazioni radio auto-organizzate, così come infrastrutture digitali e hacklab provenienti dalle geografie balcaniche.
Educazione libertaria/autoeducazione
In una società capitalista, patriarcale e razzista, i bambini rom, rifugiati e immigrati vengono emarginati ed esclusi dal sistema educativo pubblico. Riconosciamo l’autonomia dei bambini e dell’infanzia e cerchiamo di coesistere e comunicare con loro attraverso relazioni paritarie, costruendo e riproducendo la cultura collettiva che vogliamo vivere. Consideriamo essenziale lo scambio di esperienze sull’auto-organizzazione e la creazione di strutture legate all’educazione, siano esse progetti per bambini o collettivi di auto-educazione per adulti.
La BAB2025 non è solo quattro giornate nel maggio 2025, è un processo continuo!
In questa fase lo Stato sta abolendo il “contratto sociale” e si sta ritirando completamente dai suoi presunti obblighi nei confronti della società, limitandosi al ruolo di poliziotto, oppressore e guardia carceraria e servendo apertamente gli interessi del mercato. Il parlamentarismo, apparentemente un modo per esercitare pressioni al fine di ottenere nuovi benefici sociali o difendere vecchi diritti sociali e di classe, è chiaramente in via di estinzione, poiché i poteri oggi, per riprodursi, contano sulla paura della gente, piuttosto che sulle promesse elettorali di un futuro migliore.
Il sistema mondiale di sfruttamento sembra disposto a impegnarsi in una serie infinita di guerre, alla ricerca di un nuovo equilibrio attraverso la distruzione e l’aumento del profitto capitalistico. Nel frattempo, ci sono segni evidenti di una vera e propria crisi, la crisi ambientale, che mette in ombra tutte le altre “crisi” successive degli ultimi anni.
L’autorganizzazione non è più uno slogan. È una necessità sociale. I mesi che precedono la BAB di Thessaloniki sono una scommessa aperta, un processo di fermentazione delle nostre idee comuni e la creazione congiunta di un luogo di incontro per l’organizzazione della solidarietà, della resistenza e della lotta. Un luogo dove il disaccordo sarà accolto con attenzione, rispetto e comprensione reciproca, dove condivideremo e ricomporremo, dove la ricchezza, la bellezza e la vitalità delle idee e delle pratiche anarchiche dissolveranno l’indegnità, l’intolleranza e la disumanità: Mille rose nere contro la rassegnazione e il cannibalismo sociale.
Un vecchio motto recita: “Lottiamo per l’impossibile prima di trovarci di fronte all’impensabile”. Ebbene, l’impensabile è già qui, l’utopia non sembra più impossibile. È l’unica opzione realistica.
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