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Netplan: come usarlo e come rimuoverlo

Da ormai più di due anni Ubuntu ha introdotto Netplan, un livello di astrazione per la configurazione della rete. In effetti esistono diversi meccanismi per configurare la rete, e non è raro trovarsi a dover gestire dei server che usano strumenti diversi. Magari su alcuni server bisogna usare NetworkManager, magari su altri si ricorre a Networkd. Finché si controllano solo un paio di server non c’è problema, si può fare tutto a mano. Ma se i numeri cominciano a salire, e non bastano le dita di due mani per contare i server da gestire, la cosa comincia a essere complicata. Per questo motivo Canonical ha pensato di sviluppare un livello di astrazione: un renderer che utilizza una sintassi standard valida per ogni sistema, e poi provvede automaticamente a tradurre la propria sintassi in un file di configurazione adatto per il sistema supportato da ciascun server. Netplan non è quindi un gestore della rete: è solo uno strumento che permette di configurare tutti i propri server con lo stesso linguaggio, appoggiandosi ai principali gestori della rete già esistenti. L’idea, quindi, non è sbagliata, anche se il classico poco preavviso di Canonical ha fatto storcere il naso a molti, e del resto si sa che i cambiamenti sono raramente accettati con grande felicità.

Configurare la rete con NetPlan

La configurazione della rete tramite NetPlan si può fare con dei file in formato YAML, creando un file nella cartella /etc/netplan oppure modificando uno dei file esistenti (per esempio 01-network-manager-all.yaml). Il formato tipico è il seguente:

network:
Version: 2
Renderer: NetworkManager/ networkd
ethernets:
DEVICE_NAME:
Dhcp4: yes/no
Addresses: [IP_ADDRESS/NETMASK]
Gateway: GATEWAY
Nameservers:
Addresses: [NAMESERVER_1, NAMESERVER_2]

Naturalmente, se si abilita il DHCP non è necessario indicare la configurazione IP. Basta quindi scegliere se appoggiarsi a NetworkManager oppure a Networkd, e se configurare manualmente un IP statico. Dopo aver scritto il file, si può provare la nuova configurazione col comando

netplan try

Se tutto funziona correttamente, si può abilitare definitivamente la configurazione:

netplan apply

In caso di errori, si può aggiungere l’opzione -d per avere informazioni di debug. Per sicurezza, bisogna riavviare il gestore a cui si è fatto riferimento:

systemctl restart network-manager
systemctl restart system-networkd

Il corrispettivo del vecchio ifconfig è il comando

ip a

In questo modo si può verificare che la configurazione sia cambiata. Nella documentazione ufficiale sono presenti molti esempi pronti all’uso (https://netplan.io/examples).

Sul sito netplan.io si possono vedere degli esempi pratici di configurazione

Rimovere NetPlan

Se NetPlan non ci convince, e vogliamo farne a meno per continuare a gestire la rete come abbiamo sempre fatto, possiamo rinunciarvi. Innanzitutto, è possibile fare l’optout al momento dell’installazione aggiungendo

netcfg/do_not_use_netplan=true

nella riga di boot del sistema che viene usato per installare Ubuntu (es: un DVD live). Per disabilitare NetPlan su un sistema in cui è già installato, bisogna prima di tutto installare ifupdown:

apt-get install ifupdown

È poi necessario configurare /etc/network/interfaces come si è sempre fatto. Si deve anche specificare manualmente il server DNS che si vuole usare nel file /etc/systemd/resolved.conf:

DNS=8.8.8.8 8.8.4.4

E finalmente abilitare la configurazione:

ifdown --force enp0s3 lo && ifup -a
systemctl unmask networking
systemctl enable networking
systemctl restart networking
systemctl stop systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl disable systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl mask systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
apt-get --assume-yes purge nplan netplan.io
systemctl restart systemd-resolved

A questo punto NetPlan dovrebbe essere completamente disabilitato.

Arriva il PinePhone con KDE Plasma Mobile

Gli appassionati della tecnologia libera e della sicurezza dei propri dati conoscono già il PinePhone, smartphone basato sulla scheda di prototipazione Pine64 (una alternativa al RaspberryPi). La novità è che dal giorno 1 dicembre sarà però possibile preordinare una nuova versione, dotata di Plasma Mobile. Si tratta del primo sistema operativo progettato proprio in collaborazione con gli sviluppatori del PinePhone, che permette quindi di sfruttare le caratteristiche di questo dispositivo. Il PinePhone è infatti uno smartphone, ma essendo dotato di una vera e propria distribuzione GNU/Linux (basata su Ubuntu) è anche uno strumento perfetto per lavorare, vista la possibilità di installare software dai repository come su un qualsiasi PC. Naturalmente si possono anche installare le app Android, grazie a AnBox.

Il PinePhone è ovviamente adatto alla conservazione di dati sensibili e alla protezione della nostra privacy, visto che contiene degli interruttori hardware per disattivare l’antenna LTE, il WiFi, il microfono, le videocamere, e l’altoparlante.

Il vantaggio dell’ecosistema di app Plasma Mobile è la perfetta integrazione con gli altri dispositivi: traferire file e persino controllare il proprio smartphone dal PC (o viceversa) è facilissimo, grazie a KDE Connect. Le applicazioni tipiche di KDE, come l’editor di testi Kate e il visualizzatore di documenti Okular, sono tra le più avanzate in circolazione e rendono il PinePhone un dispositivo mobile potenzialmente adatto per lavorare. La versione con 3GB di RAM è fornita con una dock di ricarica che offre delle prese USB per collegare mouse e tastiera, oltre a una porta video HD, per utilizzare lo smartphone come un vero e proprio PC tascabile.

Per chi vuole approfondire il funzionamento di questo sistema, pubblichiamo il video dell’intervista che aveva realizzato l’anno scorso ad alcuni sviluppatori di Plasma Mobile:

Manutenzione ordinaria di Nextcloud

Dopo aver terminato la serie sul NAS Definitivo con Debian e Nextcloud mi sono accorto di aver dimenticato una parte tanto marginale per l’installazione quanto fondamentale per la manutenzione. In particolare: come importare un grande quantitativo di file in Nextcloud; come aggiornare al meglio le applicazioni di Nextcloud; come aggiornare Nextcloud. Per tutte queste operazione…

L'articolo Manutenzione ordinaria di Nextcloud proviene da Debianizzati.org.

Netplan: come usarlo e come rimuoverlo

Da ormai più di due anni Ubuntu ha introdotto Netplan, un livello di astrazione per la configurazione della rete. In effetti esistono diversi meccanismi per configurare la rete, e non è raro trovarsi a dover gestire dei server che usano strumenti diversi. Magari su alcuni server bisogna usare NetworkManager, magari su altri si ricorre a Networkd. Finché si controllano solo un paio di server non c’è problema, si può fare tutto a mano. Ma se i numeri cominciano a salire, e non bastano le dita di due mani per contare i server da gestire, la cosa comincia a essere complicata. Per questo motivo Canonical ha pensato di sviluppare un livello di astrazione: un renderer che utilizza una sintassi standard valida per ogni sistema, e poi provvede automaticamente a tradurre la propria sintassi in un file di configurazione adatto per il sistema supportato da ciascun server. Netplan non è quindi un gestore della rete: è solo uno strumento che permette di configurare tutti i propri server con lo stesso linguaggio, appoggiandosi ai principali gestori della rete già esistenti. L’idea, quindi, non è sbagliata, anche se il classico poco preavviso di Canonical ha fatto storcere il naso a molti, e del resto si sa che i cambiamenti sono raramente accettati con grande felicità.

Configurare la rete con NetPlan

La configurazione della rete tramite NetPlan si può fare con dei file in formato YAML, creando un file nella cartella /etc/netplan oppure modificando uno dei file esistenti (per esempio 01-network-manager-all.yaml). Il formato tipico è il seguente:

network:
Version: 2
Renderer: NetworkManager/ networkd
ethernets:
DEVICE_NAME:
Dhcp4: yes/no
Addresses: [IP_ADDRESS/NETMASK]
Gateway: GATEWAY
Nameservers:
Addresses: [NAMESERVER_1, NAMESERVER_2]

Naturalmente, se si abilita il DHCP non è necessario indicare la configurazione IP. Basta quindi scegliere se appoggiarsi a NetworkManager oppure a Networkd, e se configurare manualmente un IP statico. Dopo aver scritto il file, si può provare la nuova configurazione col comando

netplan try

Se tutto funziona correttamente, si può abilitare definitivamente la configurazione:

netplan apply

In caso di errori, si può aggiungere l’opzione -d per avere informazioni di debug. Per sicurezza, bisogna riavviare il gestore a cui si è fatto riferimento:

systemctl restart network-manager
systemctl restart system-networkd

Il corrispettivo del vecchio ifconfig è il comando

ip a

In questo modo si può verificare che la configurazione sia cambiata. Nella documentazione ufficiale sono presenti molti esempi pronti all’uso (https://netplan.io/examples).

Sul sito netplan.io si possono vedere degli esempi pratici di configurazione

Rimovere NetPlan

Se NetPlan non ci convince, e vogliamo farne a meno per continuare a gestire la rete come abbiamo sempre fatto, possiamo rinunciarvi. Innanzitutto, è possibile fare l’optout al momento dell’installazione aggiungendo

netcfg/do_not_use_netplan=true

nella riga di boot del sistema che viene usato per installare Ubuntu (es: un DVD live). Per disabilitare NetPlan su un sistema in cui è già installato, bisogna prima di tutto installare ifupdown:

apt-get install ifupdown

È poi necessario configurare /etc/network/interfaces come si è sempre fatto. Si deve anche specificare manualmente il server DNS che si vuole usare nel file /etc/systemd/resolved.conf:

DNS=8.8.8.8 8.8.4.4

E finalmente abilitare la configurazione:

ifdown --force enp0s3 lo && ifup -a
systemctl unmask networking
systemctl enable networking
systemctl restart networking
systemctl stop systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl disable systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl mask systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
apt-get --assume-yes purge nplan netplan.io
systemctl restart systemd-resolved

A questo punto NetPlan dovrebbe essere completamente disabilitato.

Arriva il PinePhone con KDE Plasma Mobile

Gli appassionati della tecnologia libera e della sicurezza dei propri dati conoscono già il PinePhone, smartphone basato sulla scheda di prototipazione Pine64 (una alternativa al RaspberryPi). La novità è che dal giorno 1 dicembre sarà però possibile preordinare una nuova versione, dotata di Plasma Mobile. Si tratta del primo sistema operativo progettato proprio in collaborazione con gli sviluppatori del PinePhone, che permette quindi di sfruttare le caratteristiche di questo dispositivo. Il PinePhone è infatti uno smartphone, ma essendo dotato di una vera e propria distribuzione GNU/Linux (basata su Ubuntu) è anche uno strumento perfetto per lavorare, vista la possibilità di installare software dai repository come su un qualsiasi PC. Naturalmente si possono anche installare le app Android, grazie a AnBox.

Il PinePhone è ovviamente adatto alla conservazione di dati sensibili e alla protezione della nostra privacy, visto che contiene degli interruttori hardware per disattivare l’antenna LTE, il WiFi, il microfono, le videocamere, e l’altoparlante.

Il vantaggio dell’ecosistema di app Plasma Mobile è la perfetta integrazione con gli altri dispositivi: traferire file e persino controllare il proprio smartphone dal PC (o viceversa) è facilissimo, grazie a KDE Connect. Le applicazioni tipiche di KDE, come l’editor di testi Kate e il visualizzatore di documenti Okular, sono tra le più avanzate in circolazione e rendono il PinePhone un dispositivo mobile potenzialmente adatto per lavorare. La versione con 3GB di RAM è fornita con una dock di ricarica che offre delle prese USB per collegare mouse e tastiera, oltre a una porta video HD, per utilizzare lo smartphone come un vero e proprio PC tascabile.

Per chi vuole approfondire il funzionamento di questo sistema, pubblichiamo il video dell’intervista che aveva realizzato l’anno scorso ad alcuni sviluppatori di Plasma Mobile:

Manutenzione ordinaria di Nextcloud

Dopo aver terminato la serie sul NAS Definitivo con Debian e Nextcloud mi sono accorto di aver dimenticato una parte tanto marginale per l’installazione quanto fondamentale per la manutenzione. In particolare: come importare un grande quantitativo di file in Nextcloud; come aggiornare al meglio le applicazioni di Nextcloud; come aggiornare Nextcloud. Per tutte queste operazione…

L'articolo Manutenzione ordinaria di Nextcloud proviene da Debianizzati.org.

Netplan: come usarlo e come rimuoverlo

Da ormai più di due anni Ubuntu ha introdotto Netplan, un livello di astrazione per la configurazione della rete. In effetti esistono diversi meccanismi per configurare la rete, e non è raro trovarsi a dover gestire dei server che usano strumenti diversi. Magari su alcuni server bisogna usare NetworkManager, magari su altri si ricorre a Networkd. Finché si controllano solo un paio di server non c’è problema, si può fare tutto a mano. Ma se i numeri cominciano a salire, e non bastano le dita di due mani per contare i server da gestire, la cosa comincia a essere complicata. Per questo motivo Canonical ha pensato di sviluppare un livello di astrazione: un renderer che utilizza una sintassi standard valida per ogni sistema, e poi provvede automaticamente a tradurre la propria sintassi in un file di configurazione adatto per il sistema supportato da ciascun server. Netplan non è quindi un gestore della rete: è solo uno strumento che permette di configurare tutti i propri server con lo stesso linguaggio, appoggiandosi ai principali gestori della rete già esistenti. L’idea, quindi, non è sbagliata, anche se il classico poco preavviso di Canonical ha fatto storcere il naso a molti, e del resto si sa che i cambiamenti sono raramente accettati con grande felicità.

Configurare la rete con NetPlan

La configurazione della rete tramite NetPlan si può fare con dei file in formato YAML, creando un file nella cartella /etc/netplan oppure modificando uno dei file esistenti (per esempio 01-network-manager-all.yaml). Il formato tipico è il seguente:

network:
Version: 2
Renderer: NetworkManager/ networkd
ethernets:
DEVICE_NAME:
Dhcp4: yes/no
Addresses: [IP_ADDRESS/NETMASK]
Gateway: GATEWAY
Nameservers:
Addresses: [NAMESERVER_1, NAMESERVER_2]

Naturalmente, se si abilita il DHCP non è necessario indicare la configurazione IP. Basta quindi scegliere se appoggiarsi a NetworkManager oppure a Networkd, e se configurare manualmente un IP statico. Dopo aver scritto il file, si può provare la nuova configurazione col comando

netplan try

Se tutto funziona correttamente, si può abilitare definitivamente la configurazione:

netplan apply

In caso di errori, si può aggiungere l’opzione -d per avere informazioni di debug. Per sicurezza, bisogna riavviare il gestore a cui si è fatto riferimento:

systemctl restart network-manager
systemctl restart system-networkd

Il corrispettivo del vecchio ifconfig è il comando

ip a

In questo modo si può verificare che la configurazione sia cambiata. Nella documentazione ufficiale sono presenti molti esempi pronti all’uso (https://netplan.io/examples).

Sul sito netplan.io si possono vedere degli esempi pratici di configurazione

Rimovere NetPlan

Se NetPlan non ci convince, e vogliamo farne a meno per continuare a gestire la rete come abbiamo sempre fatto, possiamo rinunciarvi. Innanzitutto, è possibile fare l’optout al momento dell’installazione aggiungendo

netcfg/do_not_use_netplan=true

nella riga di boot del sistema che viene usato per installare Ubuntu (es: un DVD live). Per disabilitare NetPlan su un sistema in cui è già installato, bisogna prima di tutto installare ifupdown:

apt-get install ifupdown

È poi necessario configurare /etc/network/interfaces come si è sempre fatto. Si deve anche specificare manualmente il server DNS che si vuole usare nel file /etc/systemd/resolved.conf:

DNS=8.8.8.8 8.8.4.4

E finalmente abilitare la configurazione:

ifdown --force enp0s3 lo && ifup -a
systemctl unmask networking
systemctl enable networking
systemctl restart networking
systemctl stop systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl disable systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl mask systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
apt-get --assume-yes purge nplan netplan.io
systemctl restart systemd-resolved

A questo punto NetPlan dovrebbe essere completamente disabilitato.

Arriva il PinePhone con KDE Plasma Mobile

Gli appassionati della tecnologia libera e della sicurezza dei propri dati conoscono già il PinePhone, smartphone basato sulla scheda di prototipazione Pine64 (una alternativa al RaspberryPi). La novità è che dal giorno 1 dicembre sarà però possibile preordinare una nuova versione, dotata di Plasma Mobile. Si tratta del primo sistema operativo progettato proprio in collaborazione con gli sviluppatori del PinePhone, che permette quindi di sfruttare le caratteristiche di questo dispositivo. Il PinePhone è infatti uno smartphone, ma essendo dotato di una vera e propria distribuzione GNU/Linux (basata su Ubuntu) è anche uno strumento perfetto per lavorare, vista la possibilità di installare software dai repository come su un qualsiasi PC. Naturalmente si possono anche installare le app Android, grazie a AnBox.

Il PinePhone è ovviamente adatto alla conservazione di dati sensibili e alla protezione della nostra privacy, visto che contiene degli interruttori hardware per disattivare l’antenna LTE, il WiFi, il microfono, le videocamere, e l’altoparlante.

Il vantaggio dell’ecosistema di app Plasma Mobile è la perfetta integrazione con gli altri dispositivi: traferire file e persino controllare il proprio smartphone dal PC (o viceversa) è facilissimo, grazie a KDE Connect. Le applicazioni tipiche di KDE, come l’editor di testi Kate e il visualizzatore di documenti Okular, sono tra le più avanzate in circolazione e rendono il PinePhone un dispositivo mobile potenzialmente adatto per lavorare. La versione con 3GB di RAM è fornita con una dock di ricarica che offre delle prese USB per collegare mouse e tastiera, oltre a una porta video HD, per utilizzare lo smartphone come un vero e proprio PC tascabile.

Per chi vuole approfondire il funzionamento di questo sistema, pubblichiamo il video dell’intervista che aveva realizzato l’anno scorso ad alcuni sviluppatori di Plasma Mobile:

Manutenzione ordinaria di Nextcloud

Dopo aver terminato la serie sul NAS Definitivo con Debian e Nextcloud mi sono accorto di aver dimenticato una parte tanto marginale per l’installazione quanto fondamentale per la manutenzione. In particolare: come importare un grande quantitativo di file in Nextcloud; come aggiornare al meglio le applicazioni di Nextcloud; come aggiornare Nextcloud. Per tutte queste operazione…

L'articolo Manutenzione ordinaria di Nextcloud proviene da Debianizzati.org.

Netplan: come usarlo e come rimuoverlo

Da ormai più di due anni Ubuntu ha introdotto Netplan, un livello di astrazione per la configurazione della rete. In effetti esistono diversi meccanismi per configurare la rete, e non è raro trovarsi a dover gestire dei server che usano strumenti diversi. Magari su alcuni server bisogna usare NetworkManager, magari su altri si ricorre a Networkd. Finché si controllano solo un paio di server non c’è problema, si può fare tutto a mano. Ma se i numeri cominciano a salire, e non bastano le dita di due mani per contare i server da gestire, la cosa comincia a essere complicata. Per questo motivo Canonical ha pensato di sviluppare un livello di astrazione: un renderer che utilizza una sintassi standard valida per ogni sistema, e poi provvede automaticamente a tradurre la propria sintassi in un file di configurazione adatto per il sistema supportato da ciascun server. Netplan non è quindi un gestore della rete: è solo uno strumento che permette di configurare tutti i propri server con lo stesso linguaggio, appoggiandosi ai principali gestori della rete già esistenti. L’idea, quindi, non è sbagliata, anche se il classico poco preavviso di Canonical ha fatto storcere il naso a molti, e del resto si sa che i cambiamenti sono raramente accettati con grande felicità.

Configurare la rete con NetPlan

La configurazione della rete tramite NetPlan si può fare con dei file in formato YAML, creando un file nella cartella /etc/netplan oppure modificando uno dei file esistenti (per esempio 01-network-manager-all.yaml). Il formato tipico è il seguente:

network:
Version: 2
Renderer: NetworkManager/ networkd
ethernets:
DEVICE_NAME:
Dhcp4: yes/no
Addresses: [IP_ADDRESS/NETMASK]
Gateway: GATEWAY
Nameservers:
Addresses: [NAMESERVER_1, NAMESERVER_2]

Naturalmente, se si abilita il DHCP non è necessario indicare la configurazione IP. Basta quindi scegliere se appoggiarsi a NetworkManager oppure a Networkd, e se configurare manualmente un IP statico. Dopo aver scritto il file, si può provare la nuova configurazione col comando

netplan try

Se tutto funziona correttamente, si può abilitare definitivamente la configurazione:

netplan apply

In caso di errori, si può aggiungere l’opzione -d per avere informazioni di debug. Per sicurezza, bisogna riavviare il gestore a cui si è fatto riferimento:

systemctl restart network-manager
systemctl restart system-networkd

Il corrispettivo del vecchio ifconfig è il comando

ip a

In questo modo si può verificare che la configurazione sia cambiata. Nella documentazione ufficiale sono presenti molti esempi pronti all’uso (https://netplan.io/examples).

Sul sito netplan.io si possono vedere degli esempi pratici di configurazione

Rimovere NetPlan

Se NetPlan non ci convince, e vogliamo farne a meno per continuare a gestire la rete come abbiamo sempre fatto, possiamo rinunciarvi. Innanzitutto, è possibile fare l’optout al momento dell’installazione aggiungendo

netcfg/do_not_use_netplan=true

nella riga di boot del sistema che viene usato per installare Ubuntu (es: un DVD live). Per disabilitare NetPlan su un sistema in cui è già installato, bisogna prima di tutto installare ifupdown:

apt-get install ifupdown

È poi necessario configurare /etc/network/interfaces come si è sempre fatto. Si deve anche specificare manualmente il server DNS che si vuole usare nel file /etc/systemd/resolved.conf:

DNS=8.8.8.8 8.8.4.4

E finalmente abilitare la configurazione:

ifdown --force enp0s3 lo && ifup -a
systemctl unmask networking
systemctl enable networking
systemctl restart networking
systemctl stop systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl disable systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
systemctl mask systemd-networkd.socket systemd-networkd networkd-dispatcher systemd-networkd-wait-online
apt-get --assume-yes purge nplan netplan.io
systemctl restart systemd-resolved

A questo punto NetPlan dovrebbe essere completamente disabilitato.